Anche se è più corta di altre più note, la via ha uno dei tiri più difficili di tutta la parete. [4] L'11 agosto 1962 viene realizzata la prima salita italiana, ad opera di Armando Aste, Pierlorenzo Acquistapace, Gildo Airoldi, Andrea Mellano, Romano Perego e Franco Solina. Nel 1890 ebbe luogo la prima salita invernale, effettuata da Mead e Woodroffe, con le guide Ulrich Kaufmann e Christian Jossi. [26], Nel 1961 fu realizzata la prima salita invernale della parete nord: i salitori furono Toni Kinshofer, Anderl Mannhardt, Walter Almberger e Toni Hiebeler. Quel giorno ce n’erano un paio in azione. Derungs precipita nella parte inferiore della parete, Dura ascensione in condizioni meteorologiche pessime, Nell'agosto 2009 la guida alpina spagnola, 20-23 settembre 2010 - Prima salita in libera di. La montagna è attraversata dal tunnel della ferrovia Jungfraubahn, che unisce la Kleine Scheidegg allo Jungfraujoch. La cresta principale (cresta Mittellegi), che sale in direzione ovest-sud-ovest, raggiunge la vetta per piegare verso sud, scendendo ad un colle che separa l'Eiger dal vicino Mönch; dalla vetta del Mönch la cresta scende al passo dello Jungfraujoch, punto di arrivo della Ferrovia della Jungfrau. La tragica storia di Toni Kurz è stata anche ripresa da Philipp Stolzl nel film del 2008 "The North Face". Brewster precipita dalle rocce sopra il secondo nevaio e muore per le ferite riportate. Il record assoluto fu migliorato nel 1981 dalla guida svizzera Ueli Buhler, che salì la parete in 8 ore e mezzo; nel 1982 questo tempo fu ulteriormente migliorato dall'alpinista sloveno Franc Knez, che salì la parete in 6 ore. Nel 1983 l'austriaco Thomas Bubendorfer riuscì a salire la parete in 4 ore e 50 minuti. Si tratta di una ferrovia a scartamento ridotto con alimentazione a corrente trifase, attiva dal 1898. Che privilegio scalare la mia prima via sulla parete nord dell’Eiger con qualcuno che ci ha passato così tanto tempo da poterlo praticamente chiamare la sua casa! C’era molta pressione su di lui. L'impresa è notevole anche perché la salita è caratterizzata da notti gelide (è settembre) e molto ghiaccio in parete, Impresa notevolissima date le severe condizioni invernali, che costringono i quattro alpinisti a sei bivacchi in parete con temperature fino a -10 Â°C. 7-11 gennaio 2006 - Prima ripetizione, prima solitaria e prima invernale di Ueli Steck. Nel 1966 John Harlin, Dougal Haston e Layton Kor si cimentarono nell'impresa della scalata diretta della parete nord. [2] Il 14 luglio 1871 vi fu la prima salita della cresta sud-ovest, da parte di William Auguste Coolidge e Meta Brevoort, con le guide Christian Bohren, Christian Almer e Ulrich Almer. I media locali impazzirono riguardo a questa impresa, tanto che il gruppo venne ricevuto da Adolf Hitler, Ancora oggi in onore a Andreas Heckmair è presente la Via Heckmair, Nel 1957 un'altra tragedia scosse l'ambiente alpinistico italiano, con la scomparsa sulla Nordwand di Stefano Longhi e il salvataggio in extremis del suo compagno Claudio Corti. Molto insolito. Un’ossessione, appunto. E il versante nord dell’Eiger cade perpendicolare per oltre 1600 m, attirando così da sempre i migliori scalatori del mondo. Ueli Steck e il record sulla Nord dell'Eiger Ricordiamo la scomparsa di questo grande alpinista con il video della sua salita lampo dell'Eiger 03 maggio 2017 Un appassionato, un visionario: questo è Ueli Steck, la cui scomparsa ci riempie il cuore di tristezza. Il report di Francesco Rigon che a gennaio insieme a Edoardo Saccaro ha ripetuto la storica via Heckmair sulla parete nord dell’Eiger in Svizzera. [6], Lo stesso Steck riuscì a migliorarsi ulteriormente il 13 febbraio 2008, salendo in libera la Via Heckmair in 2 ore, 47 minuti e 33 secondi. Il primo ebbe luogo nel 1934, da parte degli alpinisti tedeschi Willy Beck, Kurt Löwinger e Georg Löwinger. Il nome compare per la prima volta in un documento del 1252 (si tratta della seconda più vecchia citazione ufficiale del nome di una montagna della Svizzera, dopo il Bietschhorn, citato in un documento del 1233). I due, dotati di forza non comune e di un coraggio che rasenta la temerarietà, scendono di notte lungo il versante ovest, Ancora due svizzeri, che salgono veloci come Diemberger e Stefan. Quasi alla fine della discesa, il gruppo fu appunto travolto da una valanga: Angerer, Rainer ed Hinterstoisser morirono immediatamente, mentre Toni Kurz morì di sfinimento il giorno successivo, nonostante i tentativi di salvarlo da parte di un'apposita squadra di soccorso.[13]. Superata la "traversata degli dèi", i quattro raggiunsero il nevaio detto "ragno bianco"; mentre lo risalivano, furono investiti da una valanga: riuscirono a non cadere, ma Kasparek fu ferito ad una mano. Diranno in seguito di aver trovato le maggiori difficoltà sulla rampa che conduce alla traversata degli dei e di non aver mai tolto i ramponi per tutta la salita. Grazie di cuore, Copyright © 2020 Saliinvetta. I due gruppi proseguirono di conserva, pur rimanendo due cordate separate, con i tedeschi in testa. Il 16 novembre 2015 Ueli Steck si è ripreso il record, arrivando in vetta all'Eiger in 2 ore e 22 minuti, quindi soli 6 minuti in meno del precedente best time. Nonostante le condizioni e l'inevitabile lentezza della progressione, l'ascensione si svolge senza grossi intoppi, con la massima sicurezza e maestria, Primo tentativo di ascensione solitaria. Tutti i diritti riservati.Saliinvetta non si assume nessuna responsabilita per eventuali incidenti verificatesi sugli itinerari da noi descritti - cookie. Nel suo libro Harrer tenta una ricostruzione degli eventi, basandosi sulle dichiarazioni rese da Claudio Corti in più occasioni, su quelle di testimoni oculari (che seguivano gli eventi dalla Kleine Scheidegg), e su interviste e scambi epistolari con i protagonisti del soccorso. Nella stessa giornata hanno affrontato anche un Base jumping simile sulla Jungfrau.[39]. Di nuovo legati in una cordata unica, i quattro ripartirono, sempre con Heckmair alla testa, seguito da Vörg, quindi da Harrer che poteva così aiutare l'infortunato Kasparek. Per me, però, assume un valore molto importante. Queste sono solo alcune delle tragedie registratesi sulla Nordwand fino alla metà del secolo scorso, quando poi l'evolversi della tecnica alpinistica e dei materiali permise agli alpinisti di superare l'ostacolo con sempre minore difficoltà e maggiore sicurezza, tanto che dalla "lotta contro la morte" si è poi passati alla "lotta contro il tempo", cercando di effettuare la salita in tempi più rapidi possibili. [4][21], Un evento particolare fu quello verificatosi tra il 26 ed il 28 luglio 1952. 29-30 agosto 2008 - Prima salita in libera di Ueli Steck e Stephan Siegrist. Nonostante tutto l'aura tetra dell'Eiger, che proietta da sempre la sua ombra sul piccolo paesino di Grindelwald, colpisce ancora oggi l'occhio dell'escursionista o del turista intento ad aspettare il treno nella piccola stazione di Kleine Scheidegg, diretto verso il balcone panoramico dello Jungfraujoch. La stazione di partenza alla Kleine Scheidegg offre un'ottima visuale della parete nord dell'Eiger, e permette quindi di seguire (con l'ausilio di cannocchiali e binocoli) le cordate che ne tentano la salita. Corti è tratto in salvo da, Hias Noichl, Lothar Brandler, Herbert Raditschnig, Scendono dal bivacco della morte il secondo giorno, con Noichl ferito, Considerata in origine la tredicesima salita, diventa la quindicesima dopo il riconoscimento dell'ascensione di Wyss e Gonda e il ritrovamento dei cadaveri di Nothdurft e Mayer, periti in discesa, dopo aver raggiunto la vetta, I due svizzeri, muratori entrambi, hanno molta fortuna e grande volontà. Molti hanno pagato questo sogno con la vita. [3] Nel 1924 vi fu la prima salita scialpinistica, effettuata salendo dal ghiacciaio Eiger. Per una volta non ho fame. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale oltre che tecniche dovute alla verticalità e all'elevata quota altimetrica raggiunta: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai, ed è soggetta a numerose frane, distacchi e scariche di pietre, soprattutto nella stagione estiva, a causa del disgelo diurno da parte del ghiaccio. Le tre cordate via via si unirono fino a formare una cordata unica, a lungo condotta da Buhl, fino all'ultimo giorno, quando, ormai sfinito, fu sostituito alla testa da Jöchler per il tratto terminale. [27] Nel 1962, alla fine dell'estate, viene anche realizzata la prima salita inglese, compiuta da Chris Bonington e Ian Clough. Tom e la sorella Kate sin da piccoli sono stati coinvolti nella passione per l’alpinismo ereditato dalla madre, che aveva scalato la parete Nord dell’Eiger proprio mentre era incinta di Tom. [5] Il 21 febbraio 2007 lo svizzero Ueli Steck infranse questo record, riuscendo a completare la salita della Via Heckmair in 3 ore e 54 minuti. L'Eiger da est: in primo piano la cresta Mittelegi che separa la parete sud a sinistra, al sole, dal versante nord-est a destra, all'ombra. Il mattino dopo (22 luglio) iniziarono la traversata del nevaio, ma poco sotto il "bivacco della morte" furono raggiunti da Heckmair e Vörg, ripartiti quella mattina dalla base della parete. Osservando l'Eiger da Grindelwald, da Wengen, o dalla stazione ferroviaria di Kleine Scheidegg, esattamente ai suoi piedi, l'impressione che si ha è esattamente quella di un gigante oscuro. Nel 1932, la cosiddetta Via Lauper è riuscita in questo modo alla vetta. Tra le altre scalai con Giovanni Brignolo la parete nord del Cervino e per un soffio mancammo la cima a causa del solito maltempo che ci perseguitò per tutta la salita. “Scalare correndo la parete nord dell’Eiger in due ore e quarantasette minuti non ha alcun senso. La via normale si sviluppa sul versante occidentale. Il terzo giorno furono raggiunti da una cordata tedesca partita il giorno stesso, composta da Franz Mayer e Gunther Nothdurft; le due cordate decisero di unire le forze e salire insieme. Nel frattempo, gli osservatori del rifugio della Kleine Scheidegg avevano seguito le vicende della cordata: la notizia si era diffusa e si era radunata una squadra di soccorso composta da volontari di diverse nazioni, tra cui Riccardo Cassin e Lionel Terray. A causa del peggiorare delle condizioni del tempo, non fu però possibile salvare Stefano Longhi, che morì il giorno successivo; il suo corpo rimase sull'Eiger appeso alle corde per due anni, e fu recuperato solo nel 1959. Il 7 marzo 1992 la francese Catherine Destivelle realizzò la prima solitaria femminile, anche in invernale, impiegando circa 17 ore a salire la parete.[31]. Due giovani militari tedeschi, Toni Kurz e Andreas Interstoisser, tentano l’impresa, nonostante il divieto del loro comandante. I base jumper della Red Bull, Loïc Jean Albert, Julian Boulle e Ueli Gegenschatz, indossando una tuta alare, hanno affrontato il salto della parte nord dell'Eiger tutti e tre insieme per la prima volta, planando in caduta libera per ben 19 secondi, e atterrando con l'apertura del paracadute. L'impresa fu estrema, il gruppo dovette affrontare diverse difficoltà ambientali e fu costretto a 3 giornidi bivacco in parete. Ha guidato la spedizione cui si deve la prima ascesa della parete sud dell’Annapurna e quella che ha realizzato la prima salita alla parete sud-ovest dell’Everest, quando Doug Scott e Dougal Haston furono i primi inglesi a raggiungerne la cima.