L’evangelista descrive simbolicamente tutto questo raccontando i segni che accompagnano la morte di Cristo in croce: la lacerazione del velo del Tempio indica che ormai è spalancata la porta della casa di Dio el’ingresso degli uomini a Dio è senza ostacoli e senza veli; gli sconvolgimenti cosmici indicano che il mondo partecipa al grande dolore del Figlio di Dio ed è attraversato da una scossa salvifica che cambia profondamente le cose; i morti che escono dalle tombe annunciano l’alba di una esplosione di vita e di resurrezione senza pari. Non avevano capito che un uomo, agli occhi di Dio, vale più di una mandria di porci. Gesù, come medico divino, è venuto a togliere la radice avvelenata del peccato del mondo e lo ha dimostrato anche con la cura delle malattie. Chi tra voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? Allora aprirà la loro mente a comprendere le Scritture, perché nella tomba essi non le avevano «ancora comprese». Il sepolcro parla con i suoi segni. L’incontro inevitabile con Cristo oltre la parete sottile di questo mondo provvisorio e insicuro, o sarà una festa o sarò un tragico fallimento. Quando afferma, nel vangelo di oggi, che «Dio a tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna», rivela una verità vissuta dal didentro, ricca di conseguenze sul piano della fede. La vita divina non è un palude stagnante, è una corrente irresistibile che mette in circolazione relazioni affettuose tra Padre, Figlio e Spirito Santo, una corrente di amore che trabocca all’esterno e travolge tutti noi. L’immagine del giogo ci riporta nei campi dove i buoi appaiati trascinano faticosamente l’aratro. Sembra difficile pensarlo. Dio abita nel mistero. A quella del «pastore» Gesù affianca un’altra immagine, quella della «porta» dell’ovile anch’essa riferita personalmente a lui con un’auto definizione particolarmente sottolineata: «in verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore». C’è chi appare impacciato e smarrito, perché ha perso i contatti con Dio e con l’aldilà, e a stento riesce a ritrovare spezzoni di preghiere imparate da bambino e poi dimenticate. Lo spiegherà lui stesso poco dopo, nell’ultimo giorno della festa delle capanne, a Gerusalemme, quando griderà forte nel Tempio: «Chi ha sete venga e me e beva chi crede in me. In apparenza esse sembrano contraddittorie, ma in realtà sono complementari: Si tratta dell’assenza e della contemporanea presenza di Dio tra noi. Era una tassa analoga a quelle che gli ebrei pagavano per il Tempio, e che abbiamo visto versata esemplarmente da Pietro anche a nome di Gesù, dopo averla trovata in bocca al pesce pescato nel lago (17,24-27). Dio non abbandona un figlio suo in potere del diavolo. Sarà il premio della vita eterna, che consente a tutti di «prendere parte alla gioia del Signore». Consapevolmente, la invita ad andare chiamare suo marito. Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Del resto i soldi che ha dato agli ultimi sono suoi e può farne ciò che vuole. La chiesa è paragonata ad un edificio sacro fatto di pietre umane, un edificio dove i fedeli svolgono il loro sacerdozio e offrono i loro sacrifici spirituali. Non c’è scuola migliore dell’impegno fattivo. Dovremmo coltivare nel cuore la professione di fede che confessarono i discepoli quando videro che la tempesta era immediatamente cessata: «Davvero tu sei il Figlio di Dio!». E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Parte prima. Solo allora è festa di tutta la famiglia insieme a Dio (Mt 18,12-14). Mentre seminava una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Ciò è messo chiaramente in evidenza dalla teologia e dall’iconografia orientale dove Maria non è mai presentata senza Gesù. Commento al Vangelo di oggi - Mt 11, 16-19 - "La nostra grande ricchezza" - Briciole di Vangelo - Il commento di don Silvio Longobardi. Traspira dal Vangelo di Luca l’ammirazione, l’amore, la venerazione per la Madre del Signore, riflessi nell’adorazione e nell’amore dei primi credenti per Gesù. Il credente sa di avere le spalle coperte dall’amore paterno di Dio che non lo lascerà mai solo. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Il brano del vangelo di Giovanni che abbiamo appena letto ci porta a Gerusalemme nel Tempio dove si svolgeva la vita religiosa degli ebrei. Fuori metafora Gesù vuole dire che mette a fondamento della vita il suo insegnamento appena concluso, si mette al sicuro davanti al giudizio finale di Dio. Ma la parabola non si chiude su questo spettacolo desolante. E’ la stessa gioia entusiasta della Maddalena, che aveva gridato tra loro: «Ho visto il Signore» (v 18). Gesù proclamerà più volte che è venuto non per fare la sua volontà, ma la volontà di colui che lo ha mandato (Gv 6,38). E’ l’inizio del Vangelo come lo presentava il primo annuncio apostolico rispecchiato allo stato puro nel Vangelo di Marco che comincia proprio da qui il suo racconto. Rappresenta un eccellente ponte fra le Scritture del Vecchio Testamento e le Nuove, ponendosi in continuità con quanto promesso rispetto la venuta del Messia. Quella strana agitazione degli abitanti della città santa, non promette nulla di buono, come al tempo di Erode. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Gesù mette in crisi questa idea messianica corrente con una visione nuova e rivoluzionaria: Egli non è venuto per regnare con potenza e gloria umane, ma per morire in croce e risorgere il terzo giorno. E’ ormai troppo tardi per svegliarlo, è già iniziato il processo di decomposizione del cadavere, glie lo farà notare proprio Marta davanti alla tomba. 1: Introduzione. Egli occupa dunque il posto di Gesù e ne continua l’opera introducendo i discepoli a capire integralmente le verità rivelate da lui. Alcuni fratelli e sorelle credono, sulla base del versetto della Bibbia “Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora, nessuno li sa”, che quando il Signore ritornerà, nessuno lo saprà. Quando Gesù annunciò la prima volta l’Eucaristia nella Sinagoga di Cafarnao, fu duramente contestato sia dai giudei che da alcuni suoi discepoli che, scandalizzati, gli sbatterono la porta in faccia e se ne andarono dicendo: «Questo linguaggio è duro, chi può capirlo?». Non è più solo un saluto o un augurio, è il dono vero della pace interiore, quella promessa da Gesù: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Sono parabole della decisione e della conversione, indicano una svolta decisiva della vita. Für später vormerken. Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe» - che significa Inviato -. Ricorda forse che su quella terra di confine, dove è giunto, una povera vedova aveva aiutato il profeta Elia affamato con la sua ultima risorsa di pane e di olio (1 Re 17,8-16). Protagonista è Gesù, l’Agnello di Dio morto e risorto, l’unico che può spezzare i sigilli del mistero, cioè l’unico che sa rivelare il significato segreto degli eventi progettati da Dio per la storia del mondo. Il numero quaranta è uno delle cifre simbolo usate con frequenza nella Bibbia per indicare un periodo di riflessione e di esperienza significative e decisive. Siccome, « nessuno conosce quel giorno e quell’ora in cui Cristo verrà con grande potenza e gloria» (v 27), tutti siamo invitati a tenerci pronti come servi laboriosi e vigilanti. Questo collage di figure messe insieme dalla tradizione ebraico - cristiana viene posto in bocca al Battista nella sua presentazione di Gesù che oggi leggiamo. Dal racconto dell’annunciazione di Luca sappiamo come ciò avvenne. Il Concilio Vaticano II insegna che «Ad ogni discepolo di Cristo incombe il dovere di spargere, quanto gli è possibile, la fede» (LG 17). Un brano parallelo del vangelo di Luca richiama e chiarisce il dialogo tra Pietro e Gesù sullo stesso argomento: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonalo. Dio vuole tutti salvi, egli «non ha mandato il suo Figlio per condannare il mondo , ma perché il mondo si salvi per mezzo suo» (Gv 3,17). I lontani erano divenuti vicini, accogliendo e adorando il re dei giudei appena nato. 3:19 "Il Vangelo secondo Matteo", Odetta's song. Non solo non ignora i nostri problemi, anzi vi partecipa perché ci ama di un amore inesprimibile più intenso di quello di un padre. E’ singolare che l’anno liturgico inizi con la visione della fine. La Santa mamma di Agostino d'Ippona. Vangelo e Commento - Il Vangelo del Giorno con il Commento Piccolo Messalino - Il Vangelo di ogni Giorno del Mese di Dicembre 2020 Lunedì 28 dicembre 2020 1Gv 1, 5–2, 2; Sal 123 Vangelo secondo Matteo (2, 13–18) Santi Martiri Innocenti L’Ascensione non ha allontanato Gesù dalla sua comunità ed dal mondo. “Ecco, Io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la Mia voce e apre la porta, Io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con Me” (Apocalisse 3:20). In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. La preghiere fatta insieme è un duetto e una sinfonia più efficace di un assolo per quanto virtuoso. Quando Gesù veniva a Gerusalemme per le feste trovava ospitalità in casa loro, fuori dalla confusione cittadina. L’indicazione è più teologica che topografica, perché vuole stabilire un confronto più diretto con il Sinai, dove Dio donò la sua legge a Mosè e al popolo in cammino verso la terra promessa. Siamo riportati a Gerusalemme, nella notte in cui un timido fariseo, di nome Nicodemo, autorevole membro del Sinedrio, andò a trovare Gesù per conoscere meglio la sua dottrina così originale. Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore; è lì di quattro giorni». Nessun angelo è venuto a, a Maria e Giuseppe l’identità di quel bambino appena venuto alla luce, e nemmeno ad, annunciare ai parenti e ai vicini di casa lo straordinari avvenimento che si era appena realizzato. Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». Sulle sue labbra risuona la preghiera che lui stesso ci ha insegnato, il Padre nostro. Giovanni gli da questa testimonianza e proclama: Ecco l’uomo del quale ho detto: Quello che verrà dopo di me è avanti a me, perché era prima di me» (Gv 1,6-7.15). Semmai è la diffidenza umana a rendere problematico questo incontro familiare gioioso. In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ci ha tracciato la via giusta percorsa da lui prima di noi e davanti a noi. Gesù ha lasciato noi, piccole e deboli lampade, a continuare la sua opera missionaria nel mondo in attesa dell’aurora quando il sole riapparirà di nuovo sul mondo. Tra loro c’è uno scambio di conoscenza e di amore tale che agiscono e parlano di comune accordo. Perciò, quando il Signore ritorna negli ultimi giorni per manifestarSi e compiere la Sua opera, vi sono certamente alcuni che sentono la voce di Dio e accettano la Sua opera e viaggiano poi ai quattro angoli della terra per diffondere la buona notizia del ritorno del Signore. Abbiamo visto spuntare la sua stella, e siamo venuti ad adorarlo». La prima Domenica di Avvento ci propone appunto questa seconda venuta di Gesù che riguarda sia l’intera comunità umana, sia le singole persone. Maria di Magdala tornò subito indietro di corsa e venne a gridare a Pietro e agli altri apostoli il suo spavento e la sua angoscia: «Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto». A questo punto il giudizio del padrone è severo e tagliente: «Toglietegli il talento e datelo a chi ha dieci talenti. Al racconto riguardante il potere di Gesù di rimettere i peccati segue quello della chiamata del pubblicano Matteo, un impiegato dell’ufficio del dazio ritenuto per condizione peccatore. Da questo racconto nasce anche la designazione dei battezzati come «illuminati» (. Infatti era necessario cambiare le monete romane e greche, che portavano l’immagine del divino imperatore o degli dei. (Gv 20,1-9). E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni? La mano e l’occhio esperti del pescatore divino soppeseranno il valore di ogni pesce che viene tirato a riva. Ancora una volta l’angelo di Dio appare in sogno a Giuseppe per annunciargli il via libera al ritorno dopo la morte del tiranno. Dal Vangelo secondo Matteo 11,28-30. La cosa non sembra preoccupare più di tanti gli esperti pescatori abituati a quei cambiamenti repentini. Gli annunciava la nascita imminente di un figlio, Ezechia, datogli da una delle sue giovani mogli al primo parto. Il sale si scioglie nei cibi, si dona senza perdere però le sue prerogative; quando c’è si sente la differenza. Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Questo a volte ci scandalizza. Per molti il valore più grande della vita è la ricchezza e il benessere. E’ l’immagine amica del Dio-con-noi. Mentre ascolta, è intenta a contemplare la sua creaturina. L’amore del prossimo rende autentico l’amore di Dio. I credenti descritti nelle beatitudini invece seguono Gesù senza tener conto di questa segnaletica stradale sballata, posta artificiosamente sulle vie del mondo dagli uomini che ignorano Dio e il Vangelo, e tuttavia pretendono di indicare la vera direzione della vita. Nella Bibbia esso è presentato come alito di vita che rende l’uomo un essere vivente dotato di intelligenza, è come respiro e soffio di Dio che plasma l’uomo a sua immagine somiglianza. L’amore del prossimo era comandato dalle legge di Mosè con le parole ripetute più volte (Mt 19,19;22,39) da Gesù: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Lv 19,18), ma nel testo antico il prossimo era il connazionale, e l’amore non oltrepassava i confini della razza giudaica; al di là del proprio clam sta la terra di nessuno, il paese del nemico che poteva esser solo oggetto di disprezzo e di odio. Vale sempre e per tutti la regola fondamentale scritta a caratteri cubitali sulle nostre chiese: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!». Nazaret è ormai la capitale dei poveri che alzano la testa e recuperano dignità. Il vangelo di oggi si apre con una specie di inchiesta che Gesù fa proprio per verificare quali opinioni circolino su di lui: «che dice la gente di me?». Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Roberto Brunelli. La vita non è un’avventura spensierata da affrontare con superficialità , è una possibilità unica da non sprecare,affidata alla saggezza di ogni uomo. Si era presentato così come medico delle anime e dei corpi, cioè medico di tutto l’uomo come Dio lo aveva creato. Per Giovanni la storia di Gesù e della sua Chiesa è la storia di un interminabile processo, che ha visto prima Cristo rifiutato e condannato, poi vedrà la Chiesa e i cristiani perennemente sul banco degli imputati. Il deserto è, nella Bibbia, un luogo di tentazione, di minaccia, ma anche è luogo di intimità con Dio, fuori del chiasso della società. Ci aspetteremmo che questa generosità straripante abbia reso il servo comprensivo e magnanimo; invece non gli ha insegnato nulla; non è servita a cambiargli il cuore cattivo ed egoista.