Nel 1566, la fortezza fu oggetto di un terribile assalto portato dalle 105 galee dell’ammiraglio ottomano Pialy Pascià. Istonio, Anxano, Ortona e altre antiche città scomparse nei secoli bui, Contributo per una ricostruzione del quadro insediativo dall'antichità al medioevo, Dalla valle del Piomba alla valle del basso Pescara, Napoli, Pasquale Turiello e «La rassegna agraria, commerciale, industriale, politica» di Eduardo Capuano (1892-1910), Dalla “Sinagoga di Satana” alla nuova Gerusalemme. Subito dopo, il 10 giugno 1944, gli Alleati e le forze del CIL provenienti da Chieti e Francavilla liberarono Pescara, coadiuvate dalla divisione Nembo del battaglione San Marco e da due brigate di truppe indiane del British Indian Army. Nel 1951 Pescara, ritrovatasi al centro di un poderoso fenomeno di migrazione interna abruzzese (che, seppure attenuatosi nel corso dei decenni, non si è mai arrestato)[6], era diventata in pochi anni il centro maggiore della regione raggiungendo il numero di 65 466 abitanti[231], dilatando l'area urbanizzata e occupando massicciamente lo spazio tra la linea ferroviaria e il mare, sia verso nord che verso sud. L'occupazione della costa teatina si concluse definitivamente solo in seguito alla fallita impresa bellica del 663 dell'imperatore Costante II[78][79] il quale, dopo essere sbarcato in Italia e aver espugnato Barium, decise di attaccare il Ducato di Benevento (in quel momento sguarnito in quanto il duca Grimoaldo, divenuto re dei Longobardi, si era recato a Ticinum con il suo esercito per prendere possesso del regno e per difenderlo da una contestuale invasione franca da nord, facendo duca di Benevento suo figlio Romualdo). Essa comprende i comuni di Pescara, Montesilvano, Francavilla al Mare, Silvi, Città Sant'Angelo, Chieti, Spoltore, Cappelle sul Tavo e San Giovanni Teatino[8], e conta circa 350.000 abitanti, approssimativamente un quarto dell'intera popolazione regionale[286][292]. Durante l'amministrazione Mascia, nel gennaio 2010, verrà inaugurata la nuova stazione di Pescara Porta Nuova[4][283]. Il clima di forte sfiducia nella classe politica e l'incalzare di sempre nuove indagini nei confronti degli amministratori pubblici indussero il consigliere comunale democristiano Valterio Cirillo, inquisito e poi prosciolto, a suicidarsi il 13 aprile 1993 lanciandosi dal sesto piano della sua abitazione in città[262][263]. Gabriele D’Annunzio descriverà ironicamente Leopoldo Muzii nella sua opera Le novelle della Pescara: «È il sindaco un piccolo dottor di legge cavaliere, tutto untuosamente ricciutello, con òmeri sparsi di forfora, con chiari occhietti esercitati alle dolci simulazioni. Nei primi anni del XIX secolo, durante la Guerra della Seconda coalizione Pescara venne occupata nuovamente dai francesi nella seconda Campagna d'Italia, che la terranno fino alla restaurazione borbonica sancita dal Congresso di Vienna nel 1815, e costituì un importante bastione militare del regno di Giuseppe Bonaparte[146]. Pescara. Il Regno di Napoli e la cittadina di Pescara passano agli austriaci, ma già nel 1734, la fortezza viene nuovamente assediata dagli spagnoli di Carlo di Borbone e, dopo una cruenta battaglia, cede alle truppe comandate dal duca di Castropignano. L'8 settembre 1798 Ferdinando IV lanciò in battaglia l'esercito abruzzese, e Pronio partecipò alle operazioni con un suo contingente, combattendo il 5 gennaio 1799 sul ponte san Panfilo a Sulmona, per poi tentare di arrestare il più possibile l'avanzata nemica verso Venafro con scaramucce e imboscate nell'Altopiano delle Cinquemiglia. Save for Later. al Piano di Rischio Aeroportuale -TAV A Relazione tecnica illustrativa e relativi allegati, A Pescara condannata mezza giunta comunale, Affari miliardari dietro l'omicidio dell'avvocato Fabrizi, Vent'anni fa l'omicidio dell'avvocato Fabrizi, Tutti i misteri di Pescara dietro l'omicidio del legale dei Carabinieri, Pescara porta l'Abruzzo sul podio di Tangentopoli, Ma c'è chi pagava le mazzette con le tredicesime degli operai, Dopo un anno arriva la rivincita del Polo. Nel 1707 fu attaccata dagli austriaci del conte Wallis e, a difenderla, c’era un altro Acquaviva duca di Atri, Giovanni Girolamo II, che resistette eroicamente per due mesi prima di capitolare. A Pescara nel frattempo procedevano le opere di bonifica e risanamento delle aree paludose e si muovevano i primi passi per l'abbattimento delle mura della fortezza[170][171] (acquistata, mediante un prestito, dal Ministero del Tesoro il 24 marzo 1871 al prezzo di 106.676 lire, circa 500.000€[172][173]) e l'espansione della città verso la Pineta Dannunziana e i suoi lidi, un'area che nel 1912 sarà anche al centro di un ambizioso progetto di Antonino Liberi volto alla creazione di una città giardino in stile Liberty immersa nella pineta appena bonificata[174], secondo una classica impostazione urbanistica ottocentesca a cardi e decumani, che però troverà solo parziale realizzazione[175]; nonostante per Liberi l'antica famiglia feudale "compia scientemente opera vandalica", sarà sua l'idea di battezzare la costruenda stazione balneare come "pineta D'Avalos"[176]. Visualizza altre idee su Storia, Attività di storia, Storia antica. A completamento dell'opera, nel 1935 furono collocate sul ponte anche quattro grandi statue muliebri in bronzo, allegorie delle quattro fonti principali a cui l'Abruzzo attinge per le sue attività, cioè il Monte, il Mare, il Fiume e il fertile Piano, realizzate dallo scultore abruzzese Nicola D’Antino[205]. Storia di Roma antica. 3vv. Lo scopo di questi insediamenti fortificati era quello presidiare e difendere sia le principali foci dei fiumi che le relative vallate, concentrandosi in particolare nella difesa delle vie Tiburtina Valeria, litoranea e Municia (coincidente con la strada statale 17, nel tratto Corfinio-Bojano)[61]. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente e l’avvento dei barbari, anche la storia di Aternum diventa oscura. «Pescara in trent'anni ha triplicato il numero dei suoi abitanti; restano gli ingegni da pesca, lungo i moli del porto, a ricodo di quella Pescara la cui pineta D’Annunzio vedeva come un ciuffo sconvolto sull’Adriatico verde. L'esercito italico, ripartito in due tronconi - uno sabellico guidato dal marso Quinto Poppedio Silone, l'altro sannitico affidato a Gaio Papio Mutilo[31] - contava contingenti di numerosi popoli; quello vestino era guidato da Gaio Pontidio[32]. I Longobardi procedettero quindi a una rioccupazione sistematica di quelli che erano stati i capisaldi della presenza bizantina sul territorio, e divisero la regione abruzzese in sette gastaldati: Marsica, Valva, Amiternum, Forcona, Aprutium, Pinna e Histonium. Si tratta di un periodo molto difficile nel quale le sorti della cittadina sono legate al continuo succedersi di nuovi padroni del territorio. Il recupero di S. Gerusalemme. Disegnato da Cesare Bazzani, questo monumento che sostituì la vecchia gabbia di ferro, fu rivestito e rifinito con travertino di Ascoli e granito di Sardegna e arricchito da quattro colonne che sostenevano quattro aquile di bronzo, opera dello scultore Ernesto Brozzi; alle basi recavano incisi ognuna un distico elegiaco. Le bombe che caddero lì vicino provocarono tra i seicento e i novecento morti nel raggio di poche centinaia di metri. Nei centri conquistati dai germani si avviò un progressivo stravolgimento dell'assetto antico, come per esempio l'abbandono e la rovina di tutte le infrastrutture cittadine ancora superstiti e l'inserimento di sepolture in settori abbandonati del tessuto urbano, sia nelle aree interne come ad Amiternum e Marruvium, che nell'Abruzzo adriatico, come a Castrum Truentinum, Castrum Novum, Pinna, Interamnia e Teate[62][72]. Altri ritengono che il nome di Ostia Aterni si riferisse, invece, ad un piccolo insediamento situato su un’isoletta alla foce del fiume, che si presume fosse a delta. Bookseller Image. Dopo 110 anni di divisione, il 2 gennaio del 1927, venne finalmente firmato il decreto di istituzione della provincia di Pescara e seguiva l’elenco dei Comuni da amministrare, tra i quali quello di Castellammare[2]. Combatté un'ultima volta per i Borbone il 30 marzo 1801 presso Civitella del Tronto, fino alla morte a Napoli nel 1804[150][151]. 3vv Mommsen, Theodor. Nel 1939 vennero definitivamente ultimati i lavori di bonifica delle aree di Portanuova, permettendo lo sviluppo del quartiere Marina[206]. Agli inizi del XVIII secolo la cittadina contava circa tremila abitanti[134], e l'universitas di Pescara in quegli anni comprendeva anche Villa del Fuoco, Villa Fontanelle, Villa Castellamare (al tempo consistente solo di pochi e piccolissimi agglomerati sparsi tra i colli cittadini), Villa San Silvestro e altre zone che corrispondono al territorio del futuro comune: l'ente era governato da un camerlengo, e tale assetto amministrativo durò per tutto il Settecento. In quegli anni venne edificata sui colli castellammaresi la piccola cappella originaria della Madonna dei sette dolori, con il primo battesimo registrato il 26 novembre 1665. I soccorsi, comunque permisero a molte persone di salvarsi e scongiurare infezioni ed epidemie. Una serie di indagini del 1993, nel periodo in cui la politica italiana era scossa dalle inchieste dette Mani pulite, portò all'arresto e alla condanna per vari reati relativi alla corruzione nella gestione di appalti pubblici di numerosi esponenti regionali e comunali[253], come l'arresto del sindaco Giuseppe Ciccantelli (DC) e dei vertici locali della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano in aprile per irregolarità nell'assegnazione dell'appalto del servizio di smaltimento rifiuti[254]. Le amministrazioni degli ultimi anni hanno cercato di assecondare questo ruolo, sia dal punto di vista urbanistico, cercando di costruire le infrastrutture di mobilità opportune, sia dal punto di vista della pianificazione dei servizi che vengono offerti a ridosso dei confini della città – come centri commerciali, cinema, palestre, la motorizzazione civile e, soprattutto, i trasporti pubblici dell’area metropolitana- ma al centro della conurbazione. In un primo momento i Bizantini riuscirono a fermare i Longobardi lungo il confine naturale costituito dal fiume Tronto, potendo contare sul campo fortificato di Castrum Truentinum e su altri centri fortificati posti nell'interno, come Castrum Aprutentium (l'odierna Teramo, un tempo Municipium noto come Interamnia Praetuttiorum, ma a quell'epoca ridotto a semplice castrum)[62][63], Campli e Ancarano. Il tracciato ferroviario dismesso è stato riconvertito in un corridoio verde noto in città come Strada parco, destinato al trasporto pubblico di massa della filovia di Pescara[4] (dopo un primo progetto risalente al 1992 e i finanziamenti europei resi disponibili dal 1995, e dopo un lungo susseguirsi di problematiche burocratiche e cambi di progetto che rallentano l'opera, i lavori di costruzione dell'opera, in fase di realizzazione da più di venticinque anni, sono stati giudicati completi al 98% dalla Corte dei conti nel 2017)[239][240]. Appunti di STORIA antica - 1 liceo 2. La storia di Pescara è poco conosciuta e alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell'oscurità. Si hanno scarsissime notizie dei secoli successivi in cui l'insediamento, notevolmente spopolato e con tutte le infrastrutture urbane in rovina, visse un periodo di grande decadenza come la maggior parte delle città della regione e come suggerito da alcune evidenze archeologiche che hanno dimostrato un ritorno a capanne e case in legno e argilla cruda[74][84], e l'abbandono di ampie porzioni del centro abitato[85][86]. Intanto, nel 1807 Castellammare, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), diventa comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant’Angelo. 1946 – 2000 I D'Avalos si riappropriarono infine del marchesato di Pescara[116], mentre nel contesto nazionale la Spagna ribadiva definitivamente il suo dominio sull'Italia, delle cui sorti Carlo V diviene unico e incontrastato arbitro. A tal fine, riorganizzò la guardia nazionale nominando anche dei nuovi comandanti[140]. l'uno. La scadenza è stata successivamente differita al 1º gennaio 2023[298]. Secondo un'altra teoria il nome del fiume Pescara, le cui sorgenti sono all'interno di quattro caverne del massiccio del Gran Sasso in corrispondenza delle Gole di Popoli[92] e che da il nome all'insediamento, trarrebbe la sua denominazione dall'antico termine osco-umbro pesco, presente in molti toponimi in regione (Pescocostanzo, Pescosansonesco, Pescasseroli...) il cui significato è quello di roccia o altura. «StoriaDoc» è un marchio di “La Storia In Rete srl”, una società di produzione indipendente che vanta una lunga esperienza nel settore degli audiovisivi culturali. Tra coloro che furono rinchiusi in quello che veniva chiamato il "sepolcro dei vivi" fu anche Clemente De Caesaris, una figura centrale del risorgimento meridionale che, liberato per ordine di Giuseppe Garibaldi dal confino a Bovino, prese possesso nel 1860 della città e della fortezza assumendo il titolo di Prodittatore dell'Abruzzo, consegnando infine la regione al nascente Regno d'Italia[159]. Il progetto non ebbe l'approvazione degli altri comandanti, che rifiutarono lasciare Napoli in balia delle feroci orde del Ruffo, e dall'altro canto speravano dal nemico patti onorati. La fortezza tuttavia non fu presa, anche per il decisivo contributo del condottiero Giovan Girolamo Acquaviva duca di Atri, il quale organizzò la resistenza del forte e respinse gli attacchi dispiegando un fuoco di sbarramento dal bastione principale con tutte le artiglierie disponibili, dissuadendo l'ammiraglio di origini slave dal perseverare nell'attacco e costringendo gli aggressori alla fuga[123][127]. L'insediamento, pur distrutto e ricostruito più volte, rivestì sempre grande rilievo per la sua posizione strategica e per le sue robuste difese militari bizantine risalenti alla Guerra gotica[90]. In questo sistema avevano un ruolo importante anche i centri urbani di Kastron Terentinon (Castrum Truentinum) alla foce del Tronto, Kastron Nobon (Castrum Novum) nella Valle del Tordino, Aternum nella Val Pescara, Anxanum e Kastron Beneren (Vicus Veneris) nella Val di Sangro e Kastron Reunia, nella valle del Trigno, presso la periferia meridionale di Histonium[59][60]. L.R. La Corte Costituzionale “scagiona” il centrodestra di Pescara: il predissesto del Comune non è imputabile al governo comunale dell’ex sindaco Albore Mascia. A peggiorare il tutto ci pensarono le carenze e la disorganizzazione che caratterizzavano il sistema di Protezione civile dell'epoca; difatti la Croce Rossa disponeva di due sole autoambulanze e di pochissimi uomini, metà dei quali in quei giorni erano stati trasferiti a Genova e Napoli proprio per fronteggiare i bombardamenti che colpivano quelle città. 1401 – 1500 Nel 1528, nel contesto della Guerra della Lega di Cognac, Pescara fu espugnata da Odet de Foix, visconte di Lautrec e maresciallo di Francia durante la sua avanzata verso Napoli voluta da Francesco I[116]: gli stati italiani infatti, nel timore di un'eccessiva egemonia asburgica in seguito alla catastrofica sconfitta dei francesi a Pavia, si avvicinarono al re Francesco I che, ottenuta la libertà dopo la cattività di Madrid, dichiarò nulla la pace stipulata con Carlo V. Nel 1526 papa Clemente VII della famiglia de Medici, anch'egli allarmato per la grande ascesa della potenza di Carlo V, si fa dunque promotore della Lega di Cognac, assieme a Francesco I di Francia, la Repubblica di Venezia, la Repubblica di Firenze e altri stati italiani minori. Il 3 settembre fu ordinato lo sgombero della popolazione per permettere un più rapido ripristino dell'acqua, della luce e del gas e per procedere alle disinfezioni necessarie.