La ferrovia ha due stazioni intermedie in galleria all'interno dell'Eiger, la Eigerwand e la Eismeer, che rappresentano due punti panoramici rispettivamente sulla parete nord dell'Eiger e sul ghiacciaio di Grindelwald (Grindelwaldgletscher). (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il nome stesso non fa di certo presagire nulla di buono: Eiger infatti ricorda molto la parola tedesca Oger, significa "Orco"; sebbene vi siano numerose ipotesi sull'origine del nome, la fama che questa montagna ha acquisito nel corso degli anni, poco si discosta da questo significato. I quattro superarono il "ragno" e risalirono ancora per un po', fermandosi a bivaccare nella sezione rocciosa sovrastante il "ragno". Titolo originale: Der Weg ist das Ziel.Die Eiger-Nordwand-Tragödie 1936. [12], Nel 1936 vi fu un ulteriore tentativo, da parte di due cordate separate: i tedeschi Andreas Hinterstoisser e Toni Kurz, e gli austriaci Willy Angerer ed Edi Rainer. Tre cordate, partite in tempi diversi, si unirono durante il percorso: una austriaca, formata da Hermann Buhl e Sepp Jöchler; una tedesca, formata dai fratelli Sepp ed Otto Maag, partiti quasi senza materiale nella speranza di concludere la salita in giornata; ed una francese, formata da Gaston Rébuffat, Paul Habran, Jean Bruneau, Pierre Leroux e Guido Magnone. Il 31 luglio 1876 George Edward Foster con le guide Hans Baumann ed Ulrich Rubi raggiunge la vetta passando per la cresta sud, dopo aver raggiunto il colle Eigerjoch risalendo il ghiacciaio Eiger. Il giorno seguente, avendo perso tutte le loro provviste, i tedeschi tentarono di salire direttamente alla vetta per poi ridiscendere in giornata, ma dovettero rallentare a causa di problemi di salute di Nothdurft, e le due cordate procedettero di conserva, continuando a salire, convinti che fosse la via più breve e sicura per rientrare alla base. La montagna è attraversata dal tunnel della ferrovia Jungfraubahn, che unisce la Kleine Scheidegg allo Jungfraujoch. Il 25 marzo di 50 anni fa, cinque alpinisti esausti compiono un’impresa mai riuscita a nessuno prima: scalare la mitica parete nord dell’Eiger seguendo la via più diretta. La parete nord dell'Eiger rappresentò a lungo un problema alpinistico insolubile. Nel 1957 vi fu un'altra tragedia che ebbe vasta risonanza mediatica. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale oltre che tecniche dovute alla verticalità e all'elevata quota altimetrica raggiunta: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di … Nuovo record per l'alpinista svizzero Ueli Steck: ha scalato la parete nord dell'Eiger in 2 ore, 22 minuti e 50 secondi, migliorando di 25 minuti il suo precedente primato che risale al 2008. Nel 1932, la cosiddetta Via Lauper è riuscita in questo modo alla vetta. Per questi motivi la parete fu evitata fino agli anni trenta del XX secolo, quando si susseguirono diversi tentativi di salirla. Dopo un mese di lavoro, all'altezza del Ragno, mentre superava il passaggio chiave della salita, John Harlin cadde per la rottura della corda fissa lasciata dai tedeschi. Kasparek e Harrer proseguirono fino al "secondo nevaio", dove si fermarono e bivaccarono, ritenendo il nevaio troppo pericoloso da attraversare a quell'ora. Giunti alla "rampa", i due gruppi si alternarono alla guida, e si fermarono a bivaccare a metà della "rampa". Il report di Francesco Rigon che a gennaio insieme a Edoardo Saccaro ha ripetuto la storica via Heckmair sulla parete nord dell’Eiger in Svizzera. [14], L'evento fu molto amplificato dalla propaganda della Germania nazista, con i quattro alpinisti che vennero ricevuti da Adolf Hitler in un incontro ampiamente coperto dai media dell'epoca. piccola stazione di Kleine Scheidegg, diretto verso il balcone panoramico dello Jungfraujoch. Durante il tentativo furono raggiunti da una cordata tedesca che attaccava all'incirca la stessa linea degli americani con tecnica himalayana. Nonostante le condizioni e l'inevitabile lentezza della progressione, l'ascensione si svolge senza grossi intoppi, con la massima sicurezza e maestria, Primo tentativo di ascensione solitaria. [5] Il 21 febbraio 2007 lo svizzero Ueli Steck infranse questo record, riuscendo a completare la salita della Via Heckmair in 3 ore e 54 minuti. Tom e la sorella Kate sin da piccoli sono stati coinvolti nella passione per l’alpinismo ereditato dalla madre, che aveva scalato la parete Nord dell’Eiger proprio mentre era incinta di Tom. Le grosse difficoltà della parete sono soprattutto di carattere ambientale oltre che tecniche dovute alla verticalità e all'elevata quota altimetrica raggiunta: a causa della sua esposizione, infatti, presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai, ed è soggetta a numerose frane, distacchi e scariche di pietre, soprattutto nella stagione estiva, a causa del disgelo diurno da parte del ghiaccio. Restano bloccati in parete i due italiani. Tuttavia, la parete nord dell'Eiger era ancora considerata imbattuta, perché la via Lauper aggira la parte centrale del muro e corre sopra l'attuale parete nord. Per me, però, assume un valore molto importante. Heckmair fu il primo a scalare la parete nord dell'Eiger nel 1938, insieme a Ludwig Vorg e a una cordata austriaca, formata da Fritz Kasparek e Heinrich Harrer. I due raggiunsero una quota di 3.300 m, ma furono sorpresi dal maltempo, che li bloccò in parete, dove morirono; il posto dove si fermarono è da allora noto come bivacco della morte. Due giovani militari tedeschi, Toni Kurz e Andreas Interstoisser, tentano l’impresa, nonostante il divieto del loro comandante. In fase di salita anche Corti fu compito da una scarica di sassi e rimase ferito. I due Italiani si erano uniti ad una cordata tedesca con l'intento di raggiungere tutti insieme la vetta, purtroppo a causa del sopraggiungere del maltempo furono costretti a 8 giorni di bivacchi in parete, durante i quali Longhi si ritrovò con le mani congelate cadendo poi successivamente su una cengia molto esposta. In questa sezione sono descritte alcune delle vie alpinistiche sull'Eiger. Vi fu anche un tentativo italiano, da parte degli alpinisti di Valdagno Bortolo Sandri e Mario Menti; partiti il 21 giugno, i due morirono cadendo in prossimità della "fessura difficile", nella parte bassa della parete. Dalla vetta dell'Eiger si dipartono due creste secondarie: una scende in direzione ovest verso il colle della Kleine Scheidegg, l'altra digrada verso sud-ovest. Nel 1966 John Harlin, Dougal Haston e Layton Kor si cimentarono nell'impresa della scalata diretta della parete nord. Nel suo libro Harrer tenta una ricostruzione degli eventi, basandosi sulle dichiarazioni rese da Claudio Corti in più occasioni, su quelle di testimoni oculari (che seguivano gli eventi dalla Kleine Scheidegg), e su interviste e scambi epistolari con i protagonisti del soccorso. 28-31 agosto 2009 - Prima salita in libera di Robert Jasper e Roger Schäli, 1800 m 8a, M5. Quasi alla fine della discesa, il gruppo fu appunto travolto da una valanga: Angerer, Rainer ed Hinterstoisser morirono immediatamente, mentre Toni Kurz morì di sfinimento il giorno successivo, nonostante i tentativi di salvarlo da parte di un'apposita squadra di soccorso.[13]. Claudio Corti ricevette molte critiche, e vi fu chi arrivò ad accusarlo di avere ucciso i due alpinisti tedeschi per impossessarsi della loro tenda (quest'accusa fu completamente cancellata dal successivo ritrovamento dei corpi dei due alpinisti). E il versante nord dell’Eiger cade perpendicolare per oltre 1600 m, attirando così da sempre i migliori scalatori del mondo. !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)? Nel suo volume ripercorre la cronaca della pericolosa ascensione prima della quale erano periti nove alpinisti che vi si erano cimentati. Ha guidato la spedizione cui si deve la prima ascesa della parete sud dell’Annapurna e quella che ha realizzato la prima salita alla parete sud-ovest dell’Everest, quando Doug Scott e Dougal Haston furono i primi inglesi a raggiungerne la cima. Pur creando molto scompiglio ed una comprensibile preoccupazione, la frana non ha provocato danni a persone. La tragica storia di Toni Kurz è stata anche ripresa da Philipp Stolzl nel film del 2008 "The North Face". “Scalare correndo la parete nord dell’Eiger in due ore e quarantasette minuti non ha alcun senso. [16][17], La prima ripetizione della via fu effettuata nel 1947 dai francesi Lionel Terray e Louis Lachenal, mentre la prima ripetizione in giornata (quindi senza bivacchi intermedi) fu effettuata nel 1950 dagli austriaci Leo Forstenlechner ed Erich Wascak, che impiegarono 18 ore a superare la parete. La cresta principale (cresta Mittellegi), che sale in direzione ovest-sud-ovest, raggiunge la vetta per piegare verso sud, scendendo ad un colle che separa l'Eiger dal vicino Mönch; dalla vetta del Mönch la cresta scende al passo dello Jungfraujoch, punto di arrivo della Ferrovia della Jungfrau. [29][30] Bivaccò lì per la notte, ma il giorno seguente, impossibilitato a proseguire a causa della frattura e del dolore che essa gli procurava, si ritirò dalla parete, arrivando a valle per mezzogiorno. Si sviluppa sul versante e sulla cresta occidentali, per un dislivello di 1650 m. Il grado di difficoltà è valutato in AD, con passaggi su roccia fino al III-, e diversi passaggi su ghiaccio. [14] Un ulteriore tentativo era in programma da parte degli alpinisti lecchesi del gruppo di Riccardo Cassin. Per quanto riguarda l'origine del nome, esistono tre ipotesi. [6], Lo stesso Steck riuscì a migliorarsi ulteriormente il 13 febbraio 2008, salendo in libera la Via Heckmair in 2 ore, 47 minuti e 33 secondi. Il racconto di Tom Ballard della salita dell'Eiger con la quale ha completato il suo progetto Starlight and Storm: la salita delle sei grandi pareti nord delle Alpi in solitaria invernale in un'unica stagione. Derungs precipita nella parte inferiore della parete, Dura ascensione in condizioni meteorologiche pessime, Nell'agosto 2009 la guida alpina spagnola, 20-23 settembre 2010 - Prima salita in libera di. L’obbiettivo? La fama sinistra dell'Eiger è dovuta soprattutto alla sua celeberrima Parete Nord (la Nordwand), che per decenni negli anni '30 ha costituito un vero e proprio problema alpinistico che ha coinvolto decine di alpinisti europei. Questo record rimase imbattuto fino al 24 marzo 2003, quando Christoph Hainz riuscì a completare l'ascensione in appena 4 ore e 40 minuti. I primi scalatori impiegarono 3 giorni a salire la parete nord, ma già nel 1950 Leo Forstenlechner ed Erich Wascak riuscirono a completare l'ascensione in giornata, impiegando circa 18 ore; lo stesso tempo verrà impiegato da Michel Darbellay nel 1963 per salire la parete in solitaria. Steck peraltro era salito in vetta sulla stessa via qualche giorno prima del 16 novembre assieme ad un altro alpinista, Nicolas Hojat, stabilendo in 3 ore e 46 minuti il nuovo record per una ascensione di coppia. Cervino, Grandes Jorasses, Eiger, Chronology of the Eiger from 1252 to 2013, alpinist.com - record di salita della nord dell'Eiger, cosleyhouston.com - salita dalla cresta Mittellegi, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Eiger&oldid=114551363, Voci non biografiche con codici di controllo di autoritÃ, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Muoiono per assideramento al bivacco della morte, Scendono incolumi dal bivacco della morte, Precipitano nei pressi della fessura difficile, Tornano indietro dopo un bivacco nella parte superiore della rampa, Hans Schlunegger, Karl Schlunegger, Gottfried Jermann, Si ritirano quando Blach riporta la frattura di una mano in seguito a caduta sulla fessura difficile, Salita in giornata (18 ore) con bivacco in vetta, Jean Fuchs, Raymond Monney, Marcel Hamel, Robert Seiler, Arrivati al bivacco della morte; precipitano dal secondo nevaio durante la ritirata dovuta al maltempo, Precipitano dal nevaio sommitale all'uscita della parete. Perse la vita il 13 agosto del 1995 a causa di una terribile tempesta di vento e di neve, mentre scendeva dalla vetta del K2. L'Eiger è una montagna svizzera delle Alpi bernesi, alta 3967 m s.l.m., situata nella regione montuosa dell'Oberland, formando assieme a Mönch e Jungfrau una triade montuosa particolarmente nota nel mondo dell'alpinismo: famosa è infatti la sua parete nord, che ha costituito uno dei principali problemi alpinistici degli anni trenta[1]. Osservando l'Eiger da Grindelwald, da Wengen, o dalla stazione ferroviaria di Kleine Scheidegg, esattamente ai suoi piedi, l'impressione che si ha è esattamente quella di un gigante oscuro. Quel giorno ce n’erano un paio in azione. La prima si rifà al nome altotedesco Agiger o Aiger, che si immagina essere stato il nome del primo colono ai piedi del monte. Tutte le facce della montagna sono assai scoscese. 'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs'); Questo contenuto si è rivelato utile ? Al quarto giorno di salita, a causa delle cattive condizioni di Angerer e del peggiorare del tempo, il gruppo decise di ritirarsi; non riuscendo però ad effettuare a ritroso la traversata Hinterstoisser, dovettero scendere per la via più diretta, molto esposta a valanghe e scariche. 9 marzo 1992: La francese Catherine Destivelle è la prima donna a scalare la parete nord dell'Eiger in solitaria. L'Eiger da est: in primo piano la cresta Mittelegi che separa la parete sud a sinistra, al sole, dal versante nord-est a destra, all'ombra. Ueli Steck e il record sulla Nord dell'Eiger Ricordiamo la scomparsa di questo grande alpinista con il video della sua salita lampo dell'Eiger 03 maggio 2017 Un appassionato, un visionario: questo è Ueli Steck, la cui scomparsa ci riempie il cuore di tristezza. 9 marzo 1970 - Prima discesa con gli sci di, 12 maggio 1983 - Prima discesa con gli sci di. Circa cinquant'anni più tardi, in un beneficio, abbiamo la prima testimonianza del nome in lingua tedesca: "under Egere". Poco più avanti però Fraissl fu colpito alla testa da una pietra, ed i due viennesi decisero di scendere. Il tempo di percorrenza è valutato in 6 ore per la salita e 3-4 ore per la discesa. Nella serie di videogiochi Gran Turismo è presente un circuito in cui è visibile la Parete Nord, suddiviso in alcuni percorsi (circuito conosciuto come Eiger Nordwand). A vicenda suscitò moltissime polemiche e Corti finì sotto accusa per diversi anni. Sempre in quell'anno un gruppo di alpinisti lecchesi capeggiati dal grande Riccardo Cassin, cercarono di effettuare la salita, ritirandosi però a causa del meteo. La prima salita all parete nord dell’Eiger viene aperta nel 1938 da Heinrich Harrer , Fritz Kasparek e Wiggerl Vorg. Lo so, scalare la parete nord dell'Eiger in due ore e quarantasette minuti è una impresa che non cambia i destini del mondo. Corti è tratto in salvo da, Hias Noichl, Lothar Brandler, Herbert Raditschnig, Scendono dal bivacco della morte il secondo giorno, con Noichl ferito, Considerata in origine la tredicesima salita, diventa la quindicesima dopo il riconoscimento dell'ascensione di Wyss e Gonda e il ritrovamento dei cadaveri di Nothdurft e Mayer, periti in discesa, dopo aver raggiunto la vetta, I due svizzeri, muratori entrambi, hanno molta fortuna e grande volontà. [23][24], Particolarmente critico con Corti fu Heinrich Harrer, nel suo libro Il ragno bianco, pubblicato nel 1959. [3] Nel 1924 vi fu la prima salita scialpinistica, effettuata salendo dal ghiacciaio Eiger. Temendo un peggioramento del tempo, Heckmair e Vörg decisero di scendere, mentre gli altri quattro procedettero insieme per un tratto. 1962: la prima italiana sulla Nord dell'Eiger, Le grandi pareti Nord. I quattro alpinisti erano partiti come due cordate separate. La via normale segue l'itinerario percorso dei primi salitori nel 1858. La cresta Mittellegi fu salita per la prima volta il 10 settembre 1921 da Fritz Amatter, Samuel Brawand, Yuko Maki e Fritz Steuri. Superata la "traversata degli dèi", i quattro raggiunsero il nevaio detto "ragno bianco"; mentre lo risalivano, furono investiti da una valanga: riuscirono a non cadere, ma Kasparek fu ferito ad una mano. Nel 1975 Clint Eastwood diresse il film Assassinio sull'Eiger, tratto dal romanzo, con lui stesso come protagonista insieme a George Kennedy. Il giorno successivo, 23 luglio, vide le due cordate unirsi in una, con i tedeschi davanti, guidati da Heckmair, e gli austriaci dietro, con Harrer a chiudere la cordata e recuperare il materiale. L'alpinista era completamente solo ed allo stremo delle forze, e solamente grazie ad un ferroviere del treno che da Kleine Scheidegg sale verso lo Jungfraujoch, si sono potuti attivare i soccorsi. Eliminare - oppure sanzionare per usare il gergo del Drago - uno degli scalatori impegnati nell’impresa: un tedesco zoppo, un ricco austriaco e un francese con la … In questo tratto di parete, quando la parte alta viene colpita dal sole, il ghiaccio si scioglie liberando sassi intrappolati, che sfrecciano come proiettili verso valle. John Harlin, un alpinista americano, è morto nell’inverno del 1966 proprio da quella parete mentre cercava di … Per me, però, assume un valore molto importante. Il terzo giorno furono raggiunti da una cordata tedesca partita il giorno stesso, composta da Franz Mayer e Gunther Nothdurft; le due cordate decisero di unire le forze e salire insieme. Seguendo le orme del capocordata, ed aiutandosi con la corda, gli alpinisti giunsero infine al pendio nevoso sommitale, e raggiunsero la vetta alle 15.30 del 24 luglio, sempre sferzati dalla tempesta. Per "stracciare" il suo precedente record del 2007 Steck ha perso 5 kg di peso ed è salito solo con 1 chiodo da ghiaccio, 2 moschettoni a ghiera, 2 moschettoni, 1 rinvio e una corda 7 mm da 30 m che gli ha consentito di alleggerire lo zaino di 3 kg. Volevo essere veloce, volevo raggiungere un obiettivo che era solo mio. [28], Tra il 27 ed il 31 dicembre 1963 venne compiuta la prima discesa della parete nord (in precedenza, i salitori scendevano per la via normale), ad opera di tre guide svizzere, che nel corso dell'operazione recuperarono i corpi degli alpinisti spagnoli Ernesto Navarro e Alberto Rabadá, morti sul Ragno bianco il 15 agosto precedente. [2] Il 14 luglio 1871 vi fu la prima salita della cresta sud-ovest, da parte di William Auguste Coolidge e Meta Brevoort, con le guide Christian Bohren, Christian Almer e Ulrich Almer. Agosto 1957. Passarono gli anni e anche due alpinisti italiani, Valdagno Bortolo Sandri e Mario Menti, perirono sulla Nordwand nel 1938 nella zona bassa della parete.